Gli scenari futuri della robotica italiana

Gli scenari futuri della robotica italiana

Editoriali. di Roberto Cingolani

icub cropI prossimi decenni vedranno un nuovo ecosistema di umanoidi affiancare e aiutare gli umani a casa, al lavoro e negli ambienti ostili, o semplicemente intrattenere i nostri bambini o aiutare i nostri anziani. Saranno macchine sociali capaci di interagire con l’uomo e di muoversi in ambienti domestici o lavorativi. Queste macchine non sono repliche dell’essere umano ma macchine dotate di una intelligenza artificiale che consentirà loro di svolgere compiti più o meno complessi in base agli algoritmi con cui sono stati progettati. La robotica di oggi è una palestra tecnologica in cui si testano alcune delle frontiere innovative più avanzate quali nuovi materiali (super resistenti, flessibili, leggeri, biodegradabili), nuovi fonti energetiche (portabili, rinnovabili, efficienti). In queste macchine si cercherà di ottimizzare la capacità di compiere delle attività pratiche o mentali con il corrispettivo consumo. Il modello è quello del vivente che con poche calorie riesce a compiere attività impensabili per qualsiasi macchina.

Il primo passo sarà quello di migliorare le tecnologie odierne integrando al meglio attuazione e information technology. Una sfida tecnologica che occuperà sicuramente il prossimo decennio, con l’obiettivo di arrivare ad un nuovo paradigma in cui alle “viti e bulloni mosse da un motore inefficiente e controllate da un software articolato” si sostituiranno materiali soffici autoalimentati con risorse rinnovabili guidate da una intelligenza condivisa nel cloud, in un global repository, con l’utilizzo di protocolli wireless molto veloci. In qualche modo saranno la nuova generazione di telefoni cellulari che però, rispetto ad oggi, potranno anche svolgere delle azioni. Queste macchine risponderanno alla nuova domanda di welfare. Ma non solo. Molte delle tecnologie sviluppate per la robotica potranno ritornare sull’uomo come protesi, esoscheletri o macchine riabilitative. Questa sarà la prima e più immediate ricaduta sociale della robotica.

Se questo è il futuro, il presente ha degli obiettivi a breve termine essenziali per il raggiungimento del prodotto finale robot. Si tratta di una vera e propria road map della robotica, cinque punti cardini su cui sarà fondamentale lavorare.

La Simplexity innanzitutto, l’osservazione di animali e umani, per trasformare i principi naturali in modelli matematici e software per i futuri robot, la Computazione morfologica ovvero sviluppare modelli matematici e software per la sinergia mente e corpo dei futuri robot, lo studio dei Materiali di cui sarà fatto il robot, che si traduce nello sviluppo di nuovi materiali elastici per attuazione e sensoristica, che consentano lo sviluppo di robot leggeri, ad alta efficienza e soffici. Ancora, lo sviluppo dellIntelligenza artificiale e di modelli di apprendimento ispirati al cervello umano. Infine, un approccio fondamentale sarà quello dell’Etica e società, diffondere i robot nella società e promuoverne l’accettazione da parte dei cittadini, mettendo a punto regole di coesistenza e regole etiche di utilizzo della robotica.

Lo scenario che si prefigura è quello di una straordinaria opportunità sociale, in termini di welfare, ed economia-industriale, ma anche quello di un eccezionale sforzo scientifico interdisciplinare in cui nanotecnologie, scienza dei materiali, tecnologie dell’informazione, scienze cognitive, scienze della vita e ingegneria dovranno convergere nella sintesi di un umanoide.

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