Sara Agosta vince un finanziamento per studiare nuove tecniche di riabilitazione post-ictus cerebrale

Sara Agosta vince un finanziamento per studiare nuove tecniche di riabilitazione post-ictus cerebrale

Sara Agosta, ricercatrice del Centro di Neuroscienze e Sistemi Cognitivi di IIT a Trento, ha ricevuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto un finanziamento biennale per indagare nuove tecniche di riabilitazione motoria e cognitiva dei pazienti affetti da ictus

Salute.

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Sara Agosta, 35 anni ricercatrice Post Doc presso il Centro di Neuroscienze e Sistemi Cognitivi dell’Istituto Italiano di Tecnologia (CNSC@UniTn, Trento) si è recentemente aggiudicata un finanziamento di 40 mila euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, per sviluppare nuovi approcci al trattamento dei pazienti colpiti da ictus cerebrale.

L’ictus cerebrale rappresenta la seconda causa di morte a livello mondiale (la terza in Italia) e la prima causa di invalidità permanente con perdita di autosufficienza.  L’ictus ha un impatto drammatico, sia sui pazienti che sul sistema sociosanitario1. Solo il 25% dei pazienti che sopravvive guarisce completamente, tutti gli altri presentano deficit residui gravi (ad esempio paralisi parziali), costringendo il 50% di questi al ricovero in istituzioni per degenti cronici.

Il progetto presentato da Sara Agosta si propone di ridurre drasticamente i deficit conseguenti a ictus, al fine di migliorare la qualità della vita del paziente. Più precisamente, l’obiettivo a lungo termine è lo sviluppo di un intervento terapeutico mirato a ridurre i gravi disturbi di movimento (emiplegia) e di attenzione, di cui sono maggiormente affetti i pazienti con ictus. Le tecniche attuali di riabilitazione permettono raramente un recupero ottimale di tali funzionalità. Il progetto che la Fondazione Caritro ha deciso di finanziare, impiegherà invece le più avanzate tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva per potenziare capacità motorie e di attenzione e ridurre le invalidità, sinora considerate permanenti. Verranno utilizzate la stimolazione magnetica transcranica (Transcranic Magnetic Stimulation, TMS) e la stimolazione elettrica transcranica (Transcranic Electrical Stimulation, tES), che il gruppo di cui fa parte Sara Agosta ha già sfruttato con successo per studiare le funzioni visive superiori (attenzione - visione - apprendimento) sia nei soggetti normali che nei pazienti2.

Il punto di partenza del progetto è l’evidenza, dimostrata da numerosi studi scientifici3, che lo svolgimento corretto di attività motorie e di attenzione richiede un’attività sinergica dei due emisferi cerebrali. Quando camminiamo, ad esempio, facciamo un passo in avanti con una gamba e contemporaneamente il nostro circuito motorio corticale inibisce l’area che controlla l’altra gamba. Di conseguenza, la camminata viene eseguita alternando correttamente i movimenti dei due arti inferiori. Quando uno dei due emisferi viene colpito da un danno cerebrale diminuisce la sua capacità di inibire l’attività dell’emisfero sano, creando uno sbilanciamento corticale con conseguenze gravi sul comportamento. Il progetto che Sara Agosta svilupperà, insieme al gruppo di ricerca di Trento, cercherà di interrompere la soppressione che l’emisfero sano esercita su quello lesionato al fine di ridurre drasticamente i deficit cronici. La ricerca verrà condotta presso il Centro di Riabilitazione Neuropsicologica (CeRiN) di Rovereto e l’ospedale riabilitativo Villa Rosa di Pergine Valsugana.

 

Per Approfondire

1 Quaderni del Ministero della Salute n. 2, marzo-aprile 2010, Organizzazione dell’assistenza all’ictus: le Stroke Unit. Disponibile al link http://www.quadernidellasalute.it/download/download/2-marzo-aprile-2010-quaderno.pdf

2 Neuropsychologia, vol. 62, pp. 269-276,  2014, Contralesional rTMS relieves visual extinction in chronic stroke. Autori: S. Agosta, F. Herpich, G. Miceli, F. Ferraro, L. Battelli.

3 Annual Review of Neuroscience, vol. 28, pp. 377-401, 2005, The plastic human brain cortex. Autori: A. Pascual-Leone, A. Amedi, F. Fregni, L. B. Merabet.

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